Musica: effetti psicologici

Altezza: un suono acuto genera una maggior tensione nell'ascoltatore, viceversa un suono meno acuto comporta minor tensione.

Intensità: un suono più forte ha un effetto energizzante, più debole rilassante.

Timbro (legge di Young): con braccio rilasciato e dita ricurve si produce un suono in cui prevalgono gli armonici consonanti, suono che l'ascoltatore avverte come pieno, rotondo, ricco; viceversa, tenendo il braccio rigido e le dita tese si produce un suono in cui prevalgono gli armonici dissonanti, suono che l'ascoltatore interpreta come povero, rigido, spigoloso.

Durata

Ritmo: regolare ha un effetto stabilizzante; irregolare (durate varie) destabilizzante.

Tempo di esecuzione: veloce effetto eccitatorio, moderato atmosfera serena.

Melodia: costruita su gradi congiunti provoca vissuti piacevoli, viceversa provoca disagio.

Armonia: consonante si ha un senso di stabilità, di calma, di conclusione; dissonante inquietudine, tensione, di aspettativa.

Effetti legati alla memoria collettiva: il timbro dell'organo genera per lo più un senso di elevazione spirituale, perché da secoli, nella musica occidentale, questo strumento è utilizzato in ambito ecclesiastico durante le funzioni religiose.

Effetti legati alla memoria individuale: ogni momento della nostra vita è connotato da immagini, suoni, odori... così, il ripresentarsi di un'immagine, di una sequenza sonora, di un bouquet di profumi ecc., può far riaffiorare un ricordo, e viceversa il ripresentarsi di un ricordo riattualizza le sensazioni visive, uditive, olfattive, gustative,ad esso connesse.

A cura del Dr. Gianpiero Greco